//
stai leggendo...
GreenPress Network

Il meglio (e il peggio) del Made in Italy in un tour lungo 24 tappe

Dumping estero, filiere disorganizzate, imprese sottodimensionate, rapporti difficili con la GDO. Ma anche, alleanze virtuose tra produttori e consumatori, sistemi di cooperazione tra aziende, investimenti in innovazione e riduzione degli impatti ambientali. Luci e ombre delle produzioni agricole e manifatturiere vengono descritte in “FATTI IN ITALIA”, libro-inchiesta di Emanuele Isonio ed Elisabetta Tramonto pubblicato dalla Società Cooperativa Editoriale Etica

Quattro testimonianze, diverse tra loro, per sintetizzare la condizione di altrettanti comparti industriali italiani:

«Nella mia azienda di occhiali lavoravano 200 persone. Ora sono 8-9. Doverli licenziare per me è stato un colpo al cuore. Mi vergognavo talmente che per mesi non ce la facevo nemmeno ad andare in piazza a comprare il giornale. Non riuscivo a sostenere gli sguardi dei miei concittadini».

«A produrre e vendere mele di certo nessuno si arricchisce esageratamente, ma, al tempo stesso, quasi nessuno diventa povero».

«Nel settore agrumicolo è ancora diffuso un atteggiamento di reciproca diffidenza, che fa naufragare ogni iniziativa associativa. Manca lo spirito per una vera economia di comunione».

«In due anni abbiamo quadruplicato le scarpe prodotte, orientandoci verso materiali non derivanti da animali. Abbiamo, infatti, intercettato la crescente domanda dei consumatori vegani».

Sono solo una minima parte delle voci raccolte all’interno di “FATTI IN ITALIA”. Un libro-inchiesta dei giornalisti Emanuele Isonio ed Elisabetta Tramonto, edito dalla Società Cooperativa Editoriale Etica, che raccoglie e aggiorna i servizi pubblicati, dal 2010 ad oggi, sul mensile di economia sociale e finanza etica VALORI. Ventiquattro capitoli per fotografare lo stato di salute delle più importanti filiere produttive tricolore. Alimentari e non: dal pane all’olio, dal tessile alle calzature.

Si scoprono non solo racconti e analisi degli addetti ai lavori, ma anche molti dati. Un imponente lavoro di ricerca che svela segreti spesso inimmaginabili: l’Italia ad esempio importa il 60% della materia prima legnosa usata nella filiera legno-arredo, nonostante il 30% del nostro territorio sia coperto da boschi. Oppure si scopre che i fatturati globali delle filiere in vari casi rimangono stabili (o addirittura aumentano) eppure le aziende continuano a chiudere: nel tessile il fatturato cresce dell’8% a fronte di un -13% nel numero di imprese. Nel caso della risicoltura, la produzione è stabile attorno a 1,5 milioni di tonnellate ma in vent’anni un’azienda su due ha chiuso i battenti.

«Solo quando eravamo quasi alla fine di quest’opera abbiamo scoperto un fatto che può essere molto utile a chi deve decidere quali politiche adottare a sostegno dei settori produttivi italiani», commenta Emanuele Isonio, uno degli autori. «Ci siamo resi conto che le realtà che meglio resistevano alla crisi economica, alla concorrenza estera e alle pratiche di dumping provenienti soprattutto dall’estremo Oriente erano quelle che avevano scommesso in tre direzioni: produzioni di qualità, sistemi di cooperazione tra produttori, tutela delle diversità agricole e investimenti in ricerca e in riduzione degli impatti ambientali».

«Le storie e le analisi contenute in “FATTI IN ITALIA” dimostrano che il nostro Paese può sfidare la crisi se ritrova la fiducia in sé stesso e se scommette su ciò che lo rende unico: ricerca, bellezza, saper fare antico, cultura e green economy», commenta l’onorevole Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e fondatore della Fondazione Symbola, che ha curato la prefazione al volume. «Non è un caso che siamo uno dei soli 5 Stati del G20 insieme a Germania, Cina, Giappone e Corea, ad avere un surplus manifatturiero superiore ai 100 miliardi di dollari. Ma per rafforzare questa idea di Italia serve un’alleanza tra imprese e comunità. La coesione sociale non viene dopo. Anzi, è parte costitutiva della nostra maniera di produrre».

Considerazioni cruciali ma spesso sottovalutate. A partire dai consumatori: «Abbiamo cercato di mantenere uno stile divulgativo, il più possibile semplice e chiaro», osserva l’altra autrice Elisabetta Tramonto. «Vogliamo rivolgerci non tanto agli addetti ai lavori, che ben conoscono la situazione dei propri settori produttivi. Quanto ai cittadini-lettori, perché possano effettuare scelte più consapevoli. Le eccellenze del Made in Italy si tutelano fin dai nostri acquisti quotidiani».

In ogni capitolo ampio spazio è dato ad aspetti poco noti, necessari a denunciare storture intollerabili e a enfatizzare best practice che potrebbero aiutare altre realtà produttive a uscire dalla crisi economica. Piccole e grandi storie per salvare il meglio della tradizione agricola e manifatturiera italiana, perché “tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”.

«Questo volume nasce anzitutto per essere occasione di informazione e di approfondimento su ciò che avviene nei territori, strumento di analisi sui punti di eccellenza e di debolezza. Ma ci auguriamo che possa essere anche un prezioso mezzo per animare nei territori discussione pubblica, iniziativa sociale, proposta politica e culturale, progetti», commenta Paolo Beni, Presidente nazionale Arci. Il libro verrà presentato al Congresso nazionale dal 13 al 16 marzo.

«Valori ha nella sua natura l’obiettivo di osservare con occhio critico la realtà che ci circonda, denunciare le attività che non rispondano a principi etici e valorizzare la buona economia. “FATTI IN ITALIA” è nato con questo scopo – spiega Fabio Silva, presidente della Cooperativa Editoriale Etica – scoprire dove si nasconda il vero Made in Italy, quell’Italia che difende i prodotti d’eccellenza e li trasforma in valore per il territorio, che tutela comparti storici investendo sulle produzioni di qualità. Un dato emerge con chiarezza: il “fare italiano” ha ancora senso e valore. Culturale, sociale, economico. Ed è, per chi lo ha intrapreso, una straordinaria ricetta anti-crisi».

Il libro sarà presentato domenica 30 marzo alle 10,30 a Falacosagiusta, a Milano.

Per acquistare il libro e per ulteriori informazioni: www.valori.it

Annunci

Informazioni su @lamarty_twi

PR Strategist Mi occupo di Pubbliche Relazioni e Comunicazione, come libero professionista, per diverse realtà nazionali ed internazionali. Sono attiva in particolare nel Terzo Settore, con attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile e solidarietà sociale. Lavoro in rete con altri professionisti nella GreenPress EnvironMedia. Toglietemi tutto, ma non il passaporto

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Seguimi su Twitter

InstaMarty

My first homemade Hugo. 
Addio ⛄✌ #aperitivotime #hugo #aperitivo Il #Ripasso oltre che un ottimo vino è anche un #mood domenicale  #libri
#libro #bookstagram

Foto da Flickr

Follow Martina Valentini on WordPress.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: