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Provincia autonoma di Trento

Politiche di conciliazione per rilanciare l’economia

Si è chiusa con successo questa terza edizione del Festival della Famiglia con una parola che è armonizzazione. Ossia anche il concetto di conciliazione deve evolvere e diventare strumento di crescita effettiva delle famiglie e dei territori. È quindi necessario creare condizioni favorevoli di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, obiettivo divenuto peraltro centrale delle politiche sociali di tutti i Paesi aderenti alla Unione europea

Si tratta di politiche che vanno implementate secondo logiche sinergiche, ispirate alla sussidiarietà, che chiamano in causa tutte le risorse presenti nella società civile, che devono percorrere coraggiosamente la strada dell’innovazione sociale e tecnologica. Questi gli obiettivi, in brevissima sintesi emersi nel corso della giornata: sostenere i livelli di occupazione femminile, i tassi di natalità ed il benessere delle famiglie, sviluppando nuovi servizi e nuove opportunità per imprese e famiglie, e salvaguardando al contempo la produttività e la competitività aziendale. Nella consapevolezza di fondo che una famiglia “in salute” va anche a vantaggio dell’economia, in tutte le declinazioni possibili di questa espressione.

Un’intera giornata di lavori, con 35 relatori, 10 laboratori dedicati agli studenti che provenivano da 11 istituti del Trentino, 1000 iscritti. Questi i numeri della terza edizione del Festival della Famiglia organizzato dall’Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili della Provincia autonoma di Trento.

La prima sessione di lavori del pomeriggio ha visto la presentazione di alcuni dei servizi e degli strumenti già attivi sul territorio. A fornire l’inquadramento delle molte esperienze presenti in Italia ci ha pensato Maurizio Parente dell’Istituto degli Innocenti. Non sono state presentate solo le “buone pratiche” trentine ma anche alcune testimonianze di quelle esperienze che stanno migliorando il nostro Paese, per renderlo sempre più amico della famiglia: Paola Cagliari ha raccontato l’esperienza dei nidi socio-educativi attivati nel Comune di Reggio Emilia; Caterina Masè ha portato l’esperienza dell’associazione nazionale Tagesmutter di Verona; Alessandra Vultaggio ha parlato dei voucher conciliazione vita e lavoro; il servizio scolastico di baby sitter del comune di Padova, l’auto organizzazione delle famiglie con il racconto di due esperienze trentine.

Ma le buone pratiche non ci possono essere se non c’è una cultura aziendale e un territorio pronto a sostenerle. Su questo tema si è incentrata la sessione successiva. Ne ha parlatoAnna Zavaritt, “giornalista per caso, mamma per scelta e donna per natura ho scoperto quant’è duro voler conciliare casa e ufficio”. Con lei Iliana Totaro, responsabile People Care di Enel che ha parlato di Welfare aziendale. Spazio poi all’esposizione di strumenti quali le Certificazioni aziendali familiari, le nuove tecnologie, il registro Co-Manager, servizi per le imprese e l’importanza delle reti territoriali.

La chiusura del Festival è stata dedicata al ruolo delle istituzioni. Perché la sfida dell’armonizzazione di vita e lavoro pone la necessità di progettare un nuovo welfare, e quindi un nuovo modello di governance, che sostenga la famiglia come bene relazionale, i rapporti tra istituzioni e le sinergie tra tutti gli attori del territorio.

In questo quadro non è più sufficiente ricondurre le politiche della conciliazione alle sole politiche del lavoro e delle pari opportunità, ma è inevitabile collocarle all’interno di una visione complessiva, che coinvolga l’insieme delle politiche attivate e attivabili a livello territoriale per creare un vero e proprio ecosistema della famiglia. Ne hanno parlato Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni familiari di Roma, il deputato Mario Sbernagià presidente Associazione nazionale famiglie numerose,la prefetto Silvana Riccio, responsabile dell’Autorità di gestione Fondi PAC del Ministero dell’Interno; Luciana Saccone, del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Questo Festival – ha dichiarato l’assessora alle pari opportunità Sara Ferrari – ha puntato oggi a coinvolgere gli studenti. Questo perché è attraverso l’educazione e la formazione, fin dalla giovane età, delle nuove generazioni che si può raggiungere un’idea di conciliazione che non sia solo un problema delle donne ma anche degli uomini e in generale di tutta la società. Questo Festival, e quanto è emerso nei vari interventi, ha contributo a creare questa nuova cultura conciliativa e di equa suddivisione dei carichi di lavoro familiare”.

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Informazioni su @lamarty_twi

PR Strategist Mi occupo di Pubbliche Relazioni e Comunicazione, come libero professionista, per diverse realtà nazionali ed internazionali. Sono attiva in particolare nel Terzo Settore, con attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile e solidarietà sociale. Lavoro in rete con altri professionisti nella GreenPress EnvironMedia. Toglietemi tutto, ma non il passaporto

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