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Storie/ Agrilazio: un alleato contro gli sprechi

Chiamatelo intuito professionale o necessità impellente per far fronte alla crisi economica che da troppo tempo stritola il tessuto produttivo tricolore. In un caso o nell’altro, la lezione che arriva da questa piccola azienda di Vetralla, paese di 13.000 abitanti a pochi chilometri da Viterbo, dimostra quanto sia importante fare i giusti investimenti e saper individuare le soluzioni che la tecnica mette a disposizione.

È in questo contesto che, prima ancora di essere strumenti di lavoro, per la Agrilazio Srl i prodotti Wood Mizer si sono rivelati alleati per costruirsi un’opportunità di sviluppo: l’azienda, da più di 15 anni, si è specializzata nell’insaccamento dei fertilizzanti agricoli. Al timone, Anna e Guido De Guidi, fratello e sorella per i quali la ditta, fondata dal loro padre Sergio trentacinque anni prima, è sostanzialmente un pezzo della propria famiglia. Per trasportare i sacchi, in un primo momento i titolari avevano deciso di utilizzare pedane di legno tradizionali, acquistando il semilavorato dall’estero. Ma si erano presto resi conto di un problema che rischiava di compromettere l’efficienza aziendale: quelle reperibili in commercio erano troppo sottili per sostenere le decine di sacchetti realizzati ogni giorno. Le rotture dei bancali erano all’ordine del giorno e i frequenti inconvenienti stavano danneggiando l’organizzazione del lavoro: “Troppo spesso – racconta Anna – ci trovavamo costretti a spostare a mano i pesanti sacchetti già impilati su un pallet. Questa operazione ci portava via tempo prezioso, comprometteva il rispetto delle consegne e soprattutto minava la nostra credibilità verso i clienti, che si lamentavano delle frequenti rotture dei bancali”.

Da lì, sette anni fa, l’idea. “Mio fratello è il genio della famiglia. Il vulcano ‘green’, entusiasta del proprio lavoro, che si appassiona nell’analizzare i problemi e individuare soluzioni efficaci per rendere la produzione più efficiente. E a lui venne in mente quello che ben presto divenne un vero ‘fiore all’occhiello’ di Agrilazio. Decidemmo di produrci in casa le pedane”.

Realizzarle su misura si rivelò ben presto un’ottima idea. Non solo un modo per rispondere a pieno alle esigenze aziendali, ma anche uno strumento di risparmio economico e di costruzione di una filiera corta che ha finito per rappresentare un’opportunità di lavoro anche a molte altre realtà del territorio. “Abbiamo iniziato ad acquistare tronchi dai boschi dei vicini Monti Cimini”, spiega Anna. “Con la sega LT40 lavoriamo il legno esattamente delle dimensioni che ci occorrono. Per di più, altre aziende hanno iniziato a chiederci di produrre le pedane anche per loro perché volevano poter contare su pedane costruite su misura”. All’insacchettamento di fertilizzanti, Agrilazio ha così affiancato al suo ‘core business’ storico un nuovo tipo di produzione. Per di più, a basso impatto ambientale e praticamente a rifiuti zero.

Ben presto, infatti altri macchinari Wood Mizer si sono affiancati alla LT40, come ad esempio una rifilatrice e una cippatrice. “In questo modo, abbiamo potuto recuperare gli scarti di lavorazione”. La corteccia dei pini viene acquistata da alcuni vivai della zona che ne fanno terriccio acido per le orchidee. Il resto diventa pellet da riscaldamento. “Sembra poco – commenta Anna – ma ottimizzare le risorse e ridurre gli sprechi è essenziale per rimanere sul mercato”.

“Non escludo – prevede Anna – che, crisi economica internazionale permettendo, se continueranno questi margini di crescita, si potrà acquistare una LT75 per far fronte alle nuove richieste”. Ma la vittoria della sfida sta anche nei beni intangibili che essa ha potuto far conquistare: una ricostruzione dei rapporti umani che, pure in un territorio limitato e dalle forti tradizioni, rischiavano di perdersi: “la cosa più bella è essere riusciti a rinsaldare le relazioni con molte persone della nostra terra” ammette Anna. “Ogni giorno passano tanti amici e vicini dai Comuni limitrofi, per i quali siamo diventati dei fornitori di riferimento per i pallet. Sappiamo di poter contare su rapporti interpersonali che alleggeriscono un lavoro comunque impegnativo e denso di preoccupazioni. E ci danno una sicurezza in più di poter garantire, alla fine del mese, lo stipendio alle stupende persone che lavorano con noi, giorno dopo giorno”.

Al di là delle comprensibili soddisfazioni personali, economiche ed umane, la storia di Agrilazio conferma quanto gli analisti pronosticano da anni: in un mercato rivoluzionato dalla lunga fase di recessione, le aziende con maggiori speranze di garantirsi un futuro sono quelle che hanno capito le opportunità offerte dallo sviluppo sostenibile. Gli addetti ai lavori la chiamano “economia circolare”, termine coniato per indicare quei modelli produttivi in cui l’utilizzo di materie prime è ridotto all’osso e nel quale ci si preoccupa di azzerare gli scarti. Un tema di stretta attualità, al quale l’Europarlamento e le altre istituzioni europee stanno dedicando grande attenzione, con il duplice obiettivo di salvaguardare l’ambiente e di stimolare l’innovazione del tessuto imprenditoriale del Vecchio continente. Nel loro piccolo, Anna e Guido quei vantaggi li hanno compresi. E i successi ottenuti dalla loro azienda dimostrano che il passaggio dalla teoria alla pratica può portare frutti insperati.

Emanuele Isonio – Redazione GreenPress EnvironMedia per WoodMizer

Gallery di Emanuele Caposciutti per GreenPress EnvironMedia e WoodMizer: https://www.flickr.com/photos/greenpresscomunicazione/sets/72157650432334959/

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Informazioni su @lamarty_twi

PR Strategist Mi occupo di Pubbliche Relazioni e Comunicazione, come libero professionista, per diverse realtà nazionali ed internazionali. Sono attiva in particolare nel Terzo Settore, con attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile e solidarietà sociale. Lavoro in rete con altri professionisti nella GreenPress EnvironMedia. Toglietemi tutto, ma non il passaporto

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