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MUSE, 21 MESI E 1 MILIONE DI BIGLIETTI STACCATI!

Un traguardo che supera le più ottimistiche aspettative,  quello ottenuto dal MUSE Museo delle Scienze di Trento, che nel pomeriggio di martedì 5 maggio – ha staccato il biglietto numero 1 milione!

Un milione di visitatori che, in soli 21 mesi dall’inaugurazione del museo, hanno varcato la soglia, un milione di persone che hanno mantenuto un flusso costante nel corso della settimana – con dei picchi nei weekend e nei ponti festivi – visitando gli spazi progettati da Renzo Piano e non mancando di programmare anche  un’incursione in città e sul territorio. Un trend più che positivo che conferma la grande capacità attrattiva del museo e delle sue proposte culturali nei confronti della comunità locale, ma anche e soprattutto degli escursionisti e dei turisti. Altro importante dato quello della didattica, che ha mobilitato a oggi più di 450.000 studenti e docenti.

 

Le ricadute economiche di un afflusso così rilevante e continuo sono ben documentate da uno studio condotto dal museo, recentemente aggiornato.

L’ottima performance del 2014, ha fruttato al MUSE l’ottavo posto nella graduatoria annuale de Il Giornale dell’Arte, un risultato che colloca il museo fra le grandi istituzioni culturali italiane come gli Uffizi a Firenze, Palazzo Pitti e Castel Sant’Angelo.  

Un organismo in evoluzione costante, una fabbrica di cultura, un laboratorio di sperimentazione, una nuova presenza nella geografia della città di Trento: questo è stato il MUSE, il Museo delle Scienze di Trento nell’arco dei suoi primi 21 mesi di vita. Fin dai suoi primi passi il museo ha assunto la forma di spazio pubblico, aperto alle più diverse contaminazioni con un programma di mostre, attività, eventi per il pubblico, programmi educativi e di comunicazione della scienza che hanno mobilitato l’interesse di un milione di persone. È questo il risultato che oggi il museo festeggia e che rende in prima battuta orgoglioso il numeroso e composito team e il suo direttore, Michele Lanzinger:

“Il MUSE è una macchina molto strutturata ed efficace grazie a un percorso di ottimizzazione delle risorse messe a disposizione dalla Provincia autonoma di Trento e dalla capacità di produrre entrate proprie. Questo meccanismo si basa su uno staff motivato e molto capace. Il risultato è un’azione che muove su due piani distinti ma integrati: un museo che è e rimane una struttura culturale rivolta alla propria comunità e pertanto partecipe dalla dimensione sociale locale, così come una macchina culturale dallo sguardo internazionale per quanto riguarda determinati settori, come quello della ricerca scientifica e della capacità di attrazione di pubblici al di fuori delle Provincia di Trento, quindi anche una struttura ad alta valenza economica. Un tipo di economia che si traduce in occupazione di qualità e, di nuovo, che si riflette e partecipa alla dimensione economica locale”.

La macchina produttiva del MUSE:

In questi due anni, il Museo delle Scienze di Trento è stato promotore della partecipazione pubblica al dibattito sui temi di attualità scientifica, spazio di apprendimento informale e interattivo dove sviluppare un rapporto più consapevole con i temi dell’ambiente, della sostenibilità, della conservazione della biodiversità, del risparmio energetico. Ha intensificato la propria funzione di agorà e luogo di aggregazione della comunità di moltiplicatore e catalizzatore di un’offerta culturale di qualità.

Per quanto riguarda la comunicazione, il museo ha potuto contare su 3.500 uscite sulla stampa locale, più di 5.000 tra pezzi e citazioni sul nazionale e più di 350 passaggi radio e tv. Un risultato di grande rilievo, frutto dell’invio di 600 comunicati stampa e della visita di oltre 2100 giornalisti.

Se la carta stampata ha dato risultati più che soddisfacenti, anche web e social non stanno a guardare. In questi anni, infatti, la dimensione online è cresciuta ininterrottamente grazie ad un’azione costante di engament del pubblico e di mobilitazione degli influencer. Dai 5.600 utenti registrati sul profilo pubblico di Facebook prima dell’inaugurazione si è passati alla partecipazione di una attiva comunità virtuale di 43.314  persone. Le persone iscritte alla newsletter sono circa 20.000.

Il comparto della ricerca ha seguito negli ultimi due anni 100 progetti, finanziati dalla Comunità Europea, su bando o convenzione, e le pubblicazioni sono state 70 nel solo 2014.

Il MUSE ha vinto anche premi prestigiosi quali il Premio Federculture – cultura di Gestione 2013, il Premio Luigi Micheletti e risulta infine tra i finalisti dell’ EMYA – European Museum of the Year Award, che nei prossimi giorni decreterà il suo vincitore.

Uno dei prossimi traguardi che conferisce un ulteriore elemento di forza e riconoscibilità del museo a livello internazionale è l’appuntamento con ECSITE, la conferenza europea dei musei scientifici che nell’estate 2015, dal 11 al 13 giugno, si svolgerà proprio al MUSE: un momento di grande visibilità e di scambio che porterà nella cittadina di Trento i più importanti professionisti della comunicazione, della cultura e della scienza. Un ulteriore segnale della vivacità dell’istituzione trentina e della sua capacità di attrazione.

Il Museo in cifre:

Un dato particolarmente rilevante è quello dei servizi educativi, che hanno mobilitato a oggi più di 450.000 studenti e docenti.

Per profilare i suoi visitatori e comprendere così quale sia stato l’indotto economico generato, il MUSE ha effettuato una rilevazione puntuale al momento dell’ingresso, dalla quale si rileva che il 73% dei visitatori proviene da fuori provincia (principalmente dal Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna).

Su questa base il MUSE ha voluto aggiornare lo studio condotto nei mesi precedenti e riguardante l’indotto economico generato.

I risultati ci consentono innanzitutto di evidenziare alcuni tratti specifici del rapporto tra visitatori e museo: in primo luogo emerge che il 90% degli intervistati sono nuovi visitatori e che la visita al museo è un’esperienza sociale, il 74% dichiara infatti di aver visitato il MUSE con qualche familiare e il 15% con amici e conoscenti.

Il museo è spesso la motivazione principale che spinge alla visita, affiancato all’interesse per la scienza, la curiosità e la firma di Renzo Piano.

Nel museo, il 46% trascorre più di tre ore, e il 36% dalle 2 alle 3 ore. Dal punto di vista demografico, l’indagine evidenzia come il pubblico sia in prevalenza femminile (60,5% sono donne, 39,5% sono uomini), per quanto riguarda l’età invece il quadro è piuttosto variegato, il 20% dei visitatori sono minorenni, il 33% ha un’età compresa tra i 26 e i 45 anni, il 21% tra i 46 e i 65 anni.

Analizzando la distribuzione dei visitatori rispetto alla professione esercitata, la categoria prevalente è quella degli studenti (31%), seguita da impiegati (20%), insegnanti ed educatori (10%) e dai liberi professionisti (8%).

Per quel che concerne la frequentazione dei musei, il 35% afferma di visitare abitualmente i musei, il 21% di andarci in occasione di eventi, sorprende invece sapere che il 41% degli intervistati visita solo saltuariamente i musei, a testimonianza del fatto che il MUSE attira anche chi non consuma abitualmente cultura.

Dopo la visita, la maggior parte dei visitatori dichiara di cogliere l’occasione per visitare il centro  città e il territorio (33%), un ulteriore 21% pranza in un ristorante o pizzeria della zona, il 12% fa acquisti in centro città.

Questo dato è stato confermato anche dalla nuova indagine sul rapporto MUSE – commercianti di Trento effettuata a ridosso delle festività pasquali (7-9 aprile 2015) e che ha visto il coinvolgimento di 117 esercenti del centro città. I dati raccolti hanno sostanzialmente confermato, se non consolidato, i risultati della prima indagine (22-24 aprile 2014). La percezione dei commercianti sul contributo dato dal MUSE all’offerta turistica e culturale del territorio trentino continua ad essere molto positiva, ciò è dichiarato dal 97% degli intervistati. Stessa cosa per quanto riguarda gli effetti positivi sortiti sull’economia della città, i commercianti ritengono infatti che l’apertura del museo abbia contribuito in modo considerevole per il 41% e abbastanza per il 48%.

Entrando nel merito di ogni singola attività commerciale, quello che emerge con evidenza è una consapevolezza maggiore rispetto all’anno precedente del contributo reale apportato dal MUSE alla propria attività economica, cresce infatti dal 68% al 70% rispetto al 2014 la percentuale di coloro che afferma di aver registrato nella zona in cui esercita l’attività un aumento di presenze di cittadini e turisti e dal 34% al 43% la percentuale di coloro che afferma di aver registrato un incremento di fatturato dall’inaugurazione del MUSE.

Questi dati confermano sostanzialmente quanto emerso dallo studio condotto dal museo sull’impatto economico generato dal MUSE in 21 mesi di apertura sul territorio.

Il lavoro di valutazione dell’impatto economico del MUSE si è basato sulle risposte date ad un questionario di valutazione somministrato su 2974 visitatori da agosto 2014 a febbraio 2015. I calcoli di stima effettuati sulla capacità e propensione alla spesa del visitatore, associati alla spesa necessaria per la gestione del MUSE (sia in termini di reddito erogato ai propri dipendenti e collaboratori, sia in termini di spesa verso fornitori trentini) e tenendo conto dell’introito fiscale generato a favore della Provincia, portano a un significativo impatto complessivo generato dal Museo sull’economia provinciale.

Tutto ciò grazie alla forza del progetto, all’intensa attività culturale ma anche alla capacità di generare risorse proprie con un partenariato pubblico-privato che portano al 40% la capacità di autofinanziamento dell’ente. Si tratta di una percentuale unica se considerata a livello provinciale e nazionale ma rilevantissima anche se considerata a livello internazionale, dove è presente un sistema di defiscalizzazione a favore della sponsorizzazione della cultura che in Italia non è ancora operativo.

Giorni di maggior affluenza:

Il giorno di maggior affluenza del 2015 è stato mercoledì 18 marzo con 3.972 presenze; il weekend di maggior afflusso è stato quello del 18-19 aprile 2015 con 5.554 presenze totali.

Da segnalare il trend in costante crescita dei visitatori rispetto allo scorso anno con una crescita del +15% nei primi quattro mesi dell’anno equivalente ad un aumento di 26.508 visitatori.

L’afflusso del primo anno è stato di oltre 550 mila visitatori mentre l’intera rete del MUSE (composta da sette sedi territoriali dislocate in vari punti della provincia e dedicate alla geologia, all’aeronautica, alla botanica, all’astronomia, alla preistoria, alla limnologia e alla biodiversità)  ha raggiunto oltre 700.000 visitatori nel 2014, collocando il Museo all’ottavo posto in Italia.

Fonti di finanziamento:

Il finanziamento ordinario della PAT per l’anno 2015 è pari ad € 7.104.000,00 composto da assegnazioni per l’attività di mediazione culturale ordinaria e da assegnazioni per la ricerca istituzionale (€ 1.475.000,00). Le entrate proprie stimate prudenzialmente ammontano invece a € 5.238.120,00. Si evince che il finanziamento provinciale partecipa per il 57,55% mentre l’autofinanziamento del MUSE, vale a dire le entrate derivate dalle attività, vede un autofinanziamento del 42,44%.

Gli eventi di taglio promo-commerciale ospitati sono stati più di 80, cui hanno partecipato circa  6.000 persone.

Impatto economico:

L’impatto economico generato dal museo dall’apertura ammonta complessivamente a € 50.700.000, più precisamente:

€ 10.800.000 di impatto diretto in termini di appalti, forniture, servizi, netti busta paga a dipendenti e collaboratori del museo;

€ 7.900.000 di impatto fiscale diretto e indiretto, vale a dire l’ammontare di irpef e irap versato da dipendenti e collaboratori; iva, ires, irpef appalti aziende trentine; irpef, irap dipendenti aziende con concessioni ed appalti; iva, ires aziende con servizi in concessione. Si ricorda che il finanziamento provinciale a favore del Muse nel 2014 è stato di € 6.509.000, quindi un valore inferiore a quanto recuperato dalla Provincia stessa per via delle entrate da fiscalità.  In altri termini, anche osservando questo singolo dato, il finanziamento del MUSE da parte della Provincia è un investimento in attivo.

€ 32.000.000 di impatto indotto sul sistema economico provinciale, vale a dire le entrate nel sistema generate dai consumi indotti (importati in Provincia) dai visitatori del MUSE. L’impatto indotto generato dal museo è stato calcolato sulla base dell’analisi dei visitatori, delle elaborazioni ricavate dalla somministrazione dei questionari di evaluation e di ipotesi di spesa media.

Di seguito alcune indicazioni circa il metodo utilizzato per il calcolo dell’ impatto indotto sul sistema economico provinciale

L’impatto indotto generato dal museo è stato calcolato tenendo conto:

  • della spesa di alloggio sostenuta dai turisti che dichiarano di venire in Trentino appositamente per il MUSE (in media il 53,3%);
  • della spesa di benzina e di pedaggio sostenuta dai visitatori del museo che dichiarano di venire in Trentino appositamente per il MUSE e di aver utilizzato la propria auto o moto personale come mezzo di trasporto (75,5%);
  • della spesa extra sostenuta dai visitatori del museo che dichiarano di fare una pausa al MUSE café (16%) e di spostarsi in centro prima o dopo la visita al museo per fare shopping (12%), per pranzare (20,8%) o per partecipare ad altri eventi ed iniziative (33,8%);
  • della spesa di trasporto sostenuta dai gruppi organizzati provenienti da fuori provincia (8,8%);
  • della spesa di trasporto, dell’eventuale pernottamento e piccoli extra sostenuta dagli studenti non trentini che si spostano con i mezzi pubblici per venire a visitare il museo (68%)

Fonte: Ufficio Stampa Muse

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Informazioni su @lamarty_twi

PR Strategist Mi occupo di Pubbliche Relazioni e Comunicazione, come libero professionista, per diverse realtà nazionali ed internazionali. Sono attiva in particolare nel Terzo Settore, con attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile e solidarietà sociale. Lavoro in rete con altri professionisti nella GreenPress EnvironMedia. Toglietemi tutto, ma non il passaporto

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